PRIMAVERA dal 25 dicembre al cinema


Venezia, 1716. Cecilia è un’orfana che la madre ha affidato all’ospedale della Pietà e, come le altre ospiti dell’istituto, ha imparato a leggere, scrivere e soprattutto suonare uno strumento musicale, nel suo caso il violino.
Le musiciste più dotate dell’orfanotrofio si esibiscono in pubblico dietro ad una grata perché non possono farsi vedere in volto, e sono di fatto prigioniere finché non vengono date in sposa a qualche pretendente disposto a pagare una cospicua dote all’istituzione.
Quando la loro offerta musicale subisce la concorrenza di un gruppo parallelo, le ragazze vengono affidate alla guida di un prete di grande talento ma fallimentare come impresario musicale.
Si tratta di Antonio Vivaldi, malato e caduto in disgrazia, ma ancora in grado di commuovere profondamente il pubblico e Vivaldi stesso intuirà in Cecilia un talento simile al proprio, e un’analoga passione per la musica.
A esordire nel cinema è il più visionario, applaudito e richiesto regista lirico dell’ultimo decennio, ovvero Damiano Michieletto. che con la sceneggiatura di Ludovica Rampoldi porta sul grande schermo il romanzo epistolare di Tiziano Scarpa nella Venezia del Settecento.
PRIMAVERA – dal 25 dicembre al cinema – è un film dalla personalità molto forte, testimonianza delle tante sfumature che la lingua del cinema può assumere. Emerge un classicismo moderno declinato con eleganza allo scopo di raccontare una storia di patimenti e sofferenze e della tiepida speranza in una felicità lontana che solo la musica aiuta a sentire più vicina.
Nel cast troviamo Michele Riondino, Tecla Insolia, Valentina Bellè e Stefano Accorsi.




































