L’ORTO AMERICANO dal 6 marzo al cinema


Bologna, nei giorni della Liberazione: un ragazzo vede entrare dal barbiere una nurse dell’esercito americano e se ne innamora all’istante. Lei è diretta a Ferrara, lui pensa di aver incontrato la donna che aspettava da sempre.
Iowa, 1946: il ragazzo è diventato uno scrittore che si appresta a scrivere il romanzo della sua vita, ambientato in parte in America. Una notte sente chiedere aiuto da una voce proveniente dall’orto abbandonato dei vicini, dalla cui casa è scomparsa la giovane Barbara, proprio la nurse della quale si era innamorato in Italia.
Scavando nel terreno nel punto dal quale proviene la voce Lui trova un vaso pieno di un liquido opaco con un’etichetta che fa riferimento ai genitali femminili.
È l’inizio di una ricerca che porterà il giovane uomo ad Argenta, in provincia di Ferrara, sulle tracce della nurse che non ha mai dimenticato, e del folle che uccide le donne per asportarne e conservarne in formaldeide l’apparato genitale.
“L’orto americano” – dal 6 marzo al cinema – è basato sul romanzo omonimo a firma di Pupi Avati, che oltre alla regia cofirma anche la sceneggiatura insieme al figlio Tommaso. Il noto regista sorprende, inquieta e affascina con un film gotico immerso nella storia e sfumato di soprannaturale, in cui la realtà e gli inganni della mente si inseguono e si mescolano senza tregua, come nella vita. «aver fatto questo film in bianco e nero lo devo a mio fratello Antonio, vale a dire cinema con la C maiuscola con riferimenti ad Alfred Hitchcock, ma anche al neorealismo italiano di Rossellini e De Sica – ha dichiarato il regista -.
Un film classico per certi versi, ma anche un mio ritorno all’ horror, un genere che ha fatto grande il cinema italiano, penso ai film di Dario Argento e Mario Bava».
Nel cast troviamo Filippo Scotti, Rita Tushingham, Mildred Gustaffsson, Roberto De Francesco, Chiara Caselli, Armando De Ceccon e Morena Gentile.
https://www.youtube.com/watch?v=wwAVnoBb5wQ




































