Guglielmo Poggi su Rai1: «E’ importante vedere “Circeo” per capire cosa possiamo cambiare e prevenire il male»


In queste settimane stiamo vedendo “Circeo“, la serie tv che racconta la storia del massacro del 1975, un evento che ha segnato indelebilmente la storia del nostro Paese.
La fiction, diretta da Andrea Molaioli, si concentra sulle tragiche torture inflitte a Rosaria Lopez e Donatella Colasanti il 29 settembre del 1975 da tre studenti della Roma bene: Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira.
Mentre l’attenzione si focalizza sulla storia del processo che ne seguì, emergono anche le drammatiche conseguenze che questa vicenda ha avuto sulla vita delle vittime e delle loro famiglie.
Tra gli interpreti troviamo Guglielmo Poggi, attore che sta facendo sempre più conoscere al pubblico le sue doti artistiche, che interpreta Angelo Izzo.
Ne abbiamo parlato con lui.
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Guglielmo, cosa ti ha portato ad accettare questa sfida televisiva?
Posso dirti che l’ha cercata io. Avevo già tentato per “La scuola cattolica” ma purtroppo senza esito. Questa volta invece è andata bene anche se il mio personaggio sarebbe dovuto essere quello di Guido e non quello di Izzo.
E’ stata una sfida piuttosto intensa, anche perché avrei portato nel piccolo schermo il prima e il dopo Izzo, ovvero l’uomo prima e dopo il massacro.
Nella serie tv sei Angelo Izzo. Come sei riuscito a catturare la ferocia di quegli occhi?
E’ sempre stato il primo importante dettaglio di lui; pensa invece che prima mi sono dedicato a tutto il resto. Mi sono poi esercitato a tenere gli occhi come lui stesso faceva, un segno distintivo del suo essere.
Come lo definiresti?
E’ difficile dirlo quando ti metti nei panni di altri. Dall’esterno, è un orribile omicida, femminicida, stupratore, un serial killer. Dall’interno, non posso giudicarlo perché è l’emblema della complessità.
Possiamo dire che Izzo è sinonimo del male?
Assolutamente sì. Il male era insito in lui e si esprime nella sua purezza più totale. Se non abbiamo il coraggio di guardare con gli occhi il male, allora non ci assumiamo la responsabilità di capire cosa sia sbagliato.
Il massacro del Circeo è un fatto che ha scosso l’intero Paese. Tu sei molto giovane eppure, a distanza di decenni, quale idea ti sei fatto della vicenda?
Ho ascoltato attentamente quanto mi ha raccontato mia madre che ha la stessa età di Donatella Colasanti. Il massacro del Circeo è solo la punta dell’iceberg.
Rosaria Lopez e Donatella Colasanti cosa hanno rappresentato per i loro aguzzini secondo te?
Un bersaglio mirato perché errano donne, erano giovani e appartenevano a uno specifico ceto sociale.
Come ti sei sentito nell’interpretare Izzo?
E’ stato difficilissimo e molto faticoso, sia umanamente sia fisicamente. Oggi sono riuscito a distaccarmene ma è stato molto complesso.
Cosa vorresti arrivasse della fiction?
E’ importante vedere “Circeo” per capire cosa possiamo cambiare e prevenire il male. In questi giorni più che mai.
Nuovi progetti?
Arriverà al cinema “Gocce d’acqua” di Pierfrancesco Poggi e Stefano Ribaldi, con Giulia Bevilacqua e Fausto Cabra.



































