

Christian, pasticciere marchigiano cinquantenne, corpulento e introverso con il diabete e ancora in lutto per la morte del padre, si chiude nel suo appartamento.
Vuole portare a termine una monumentale torta nuziale. La sua solitudine viene improvvisamente spezzata dall’arrivo di Nina, una giovane ucraina di poco più di vent’anni.
È emaciata, spaesata, visibilmente provata, ma dal fascino magnetico. Quando un violento temporale fa saltare la corrente, Christian decide di accoglierla. Nina non è arrivata lì per caso.
È stata mandata dalla madre Nadiya, rimasta a Kyiv sotto le bombe, per recuperare una “maledetta busta” nascosta proprio in quella casa.
Un oggetto che riapre ferite del passato e riporta Christian agli anni Ottanta, quando aveva ospitato Nadiya bambina nell’ambito dei programmi di accoglienza per i figli di Chernobyl.
Tra vecchie fotografie, bonifici segreti e verità rimaste sepolte per decenni, Christian e Nina si confrontano, si respingono e infine si riconoscono.
In quella lunga notte non sono più un uomo solo e una ragazza disperata, ma due sopravvissuti costretti a fare i conti con la memoria, la colpa e la possibilità di salvarsi a vicenda prima che sorga il sole.
Esce in sala il 26 marzo, distribuito da White Lion, LA BAMBINA DI CHERNOBYL è l’opera prima diretta da Massimo Nardin, interpretata daVincenzo Pirrotta (Lo scuru, Koza Nostra, Spaccaossa) e Yeva Sai (Mare Fuori, Taxi Monamour) e sceneggiata dal regista con Luca Caprara.
Il film è prodotto da Federica Folli e Pete Maggi per CINE1 ITALIA Srl, con il sostegno di Regione Marche – PR-FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission, a conferma dell’impegno del territorio marchigiano nella promozione e valorizzazione del cinema.




































