ANNA FERRUZZO ne

ANNA FERRUZZO ne “La Storia”: «La felicità è negli occhi blu di quel bambino nato dallo stupro. Ha gli occhi grandi del sogno»

ANNA FERRUZZO ne "La Storia

Dall’8 gennaio stiamo vedendo in prima serata su Rai1la serie tv “La storia, tratta dal romanzo più famoso di Elsa Morante. Racconta la vicenda di Ida Ramundo, una maestra elementare di origini ebraiche, vedova, che attraversa tra mille difficoltà uno dei periodi più critici della storia d’Italia: dal 1941 e fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Prodotta da Roberto Sessa per Picomedia, in collaborazione con Thalie Images e Rai Fiction, la fiction era stata presentata lo scorso ottobre al Festival del cinema di Roma, dove aveva raccolto applausi e commenti entusiasti.

La stessa Elsa Morante aveva scritto il suo romanzo pensandolo per un pubblico più largo possibile; chiese infatti che venisse pubblicato in edizione tascabile. Ida è madre di un figlio adolescente di nome Nino.

Dopo una violenza subita da un soldato tedesco, Ida dà alla luce il piccolo Useppe, costretta a nascondere le sue origini ebraiche a causa delle crescenti leggi razziali. La vita di Ida diventa una battaglia per la sopravvivenza, ma lei non smetterà mai di sperare in un futuro migliore.

Quella che ci viene raccontata è una storia che testimonia la tragedia della guerra e la forza dell’amore. Non può lasciare indifferenti, commuove e fa riflettere, mostrando tutta la bellezza e la crudeltà della vita.

Nel cast troviamo la sempre brava Anna Ferruzzo, ancora una volta molto intesa nel ruolo di signora Di Segni. Non solo tv ma ancora cinema; la vedremo infatti dal 25 gennaio in sala nel nuovo film di Maria Sole Tognazzi tutto al femminile “Dieci Minuti”.

Ne abbiamo parlato con lei.

 

ANNA FERRUZZO ne "La Storia

Anna, partiamo dal piccolo schermo. Cosa ti ha portato a dire sì a questa serie tv?

Posso dirti che il libro di Elsa Morante è uno dei miei romanzi preferiti. A 26 anni mi ero accorta di non aver letto quel libro: così, leggendolo, ricordo di essere rimasta colpita del personaggio di Giovannino. Ci viene narrata la sua morte e questo racconto è uno dei passi più belli del romanzo perché ci descrive il disastro e la dannazione della guerra. Ci fa comprendere quanto i piccoli subiscano questa brutalità senza però deciderla. Inoltre avevo una grande stima nei confronti della regista.

 

Cosa ne pensavi del romanzo?

E’ molto onesto. Viene raccontata la guerra in tutta la sua crudeltà e verità. Non è un romanzo politicizzato ma di un immenso valore umano.

 

La protagonista indiscussa è Ida Ramundo. Cosa rappresenta, secondo te?

E’ tutto.  E’ madre, amica ed è sinonimo di coraggio, è autonoma, umana e moderna. Ha la forza di essere libera perché, nonostante la paura di essere scoperta perché ebrea, è capace di grandi gesti di eroismo come quello di tenere e crescere il figlio oggetto di stupro.

ANNA FERRUZZO ne "La Storia

Nella fiction sei la signora Di Segni. Come la descriveresti?

E’ una donna che vive nel ghetto, è ebrea. Non è inizialmente pienamente consapevole di quanto sta accadendo; vuole allontanare da sè la guerra per proteggersi e difendersi. Ci sarà poi un evento che le farà comprendere che le dicerie sono tutte vere. E’ un momento molto forte, anche a interpretarlo perché sono stata invasa di un grande dolore con la consapevolezza poi che purtroppo dalla storia non abbiamo imparato niente.

 

Qual è il suo rapporto con Ida?

Un rapporto  molto casuale. Se inizialmente si incontrano di sfuggita, poi successivamente Ida comprende appieno quanto accade intorno a lei, anche grazie al mio personaggio.

ANNA FERRUZZO ne "La Storia

«(…) Tu sei troppo carino per questo mondo, non sei di qua. Come si dice: la felicità non è di questo mondo». Una frase del romanzo della Morante, ma cosa significa la felicità per i personaggi di questa storia?

E’ un mondo che nega la poesia, una poesia che però c’è. La felicità è negli occhi blu di quel bambino nato dallo stupro. Ha gli occhi grandi del sogno.

 

La tragedia di un conflitto e la forza dell’amore che cerca di superare qualsiasi ostacolo: potremo riassumere questa storia in questo modo?

Assolutamente sì. L’amore materno di un figlio nato da una violenza che cammina verso il futuro va  a scontrarsi con l’orrore della guerra.

 

Sarai anche al cinema con “Dieci Minuti” di Maria Sole Tognazzi. Dieci minuti per?

Per superare i propri limiti. Per me, i miei 10 minuti sono i primi momenti in cui incontro il personaggio che andrò ad interpretare, una prova costume, il conoscere i nuovi colleghi, il tutto superando la timidezza che da sempre fa parte di me.

ANNA FERRUZZO ne "La Storia

Il tuo personaggio?

Sarò la madre della protagonista; c’è qualcosa che non si sono dette e quel qualcosa è alla base dei problemi della giovane donna.

 

Nuovi progetti?

Usciranno di Netflix “La vita che volevi” e “Il Gattopardo”.

 

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Quando la musica, il cinema, il teatro e la televisione si uniscono al giornalismo dando vita a una passione costante per l'arte, lo spettacolo è inevitabile. Dopo aver collaborato con il quotidiano Infooggi (redazione siciliana) occupandosi di criminalità organizzata, ha aperto anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Ha collaborato con i quotidiani La Nostra Voce, Resto al Sud e con il mensile IN Magazine. Attualmente collabora con il Corriere Romagna che ha sede a Rimini, con il mensile PrimaFila Magazine che si occupa di cinema e libri, ed in ultimo ma non per importanza, con Showinair.news, l'attuale Testata Giornalistica, con articoli e interviste inedite a personaggi dello spettacolo del cinema, televisione, teatro, musica e articoli di cultura.