Rike Schmid
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Rike Schmid in “Black Out” su Rai1: «Fare questo viaggio con Claudia è stato un grande dono per me come attrice»

Rike Schmid

Black Outè un mistery-drama ambientato in alta quota. È un racconto spettacolare, fatto di suspence, ma anche di sentimenti e umanità.

I protagonisti sono i clienti di un lussuoso albergo nel piccolo ed esclusivo polo sciistico nella Valle del Vanoi, in Trentino.

Qui trascorrono le feste di Natale in compagnia dei propri cari ma la terra trema e il distacco di un’imponente slavina isola la Valle e impedisce i soccorsi possibili dall’unico passo che la collega con il resto del mondo.

Il paese è isolato, l’elettricità saltata, le comunicazioni interrotte. In quella che avrebbe dovuto essere una piacevole vacanza, restano intrappolati personaggi con segreti da nascondere, identità celate e ambigui professionisti pronti a tutto.

Tra di loro c’è anche un assassino. La valanga costringe vacanzieri e residenti nel piccolo paese a vivere un’esperienza unica che li obbligherà a fare i conti con sé stessi e con gli altri: potranno venirne fuori, solo se supereranno le loro paure, i loro pregiudizi ed impareranno ad essere una comunità.

Quando si crede di aver perso tutto, spesso, si ritrova se stessi e il coraggio di combattere per ciò che conta davvero.

Si tratta di una coproduzione Rai FictionÈliseo Entertainment, con la partecipazione di Viola Film, in collaborazione con Trentino Film Commission, prodotta da Luca Barbareschi; in onda dal 23 gennaio in prima serata su Rai1.

Nel cast troviamo anche Rike Schmid, un’attrice tedesca che il pubblico italiano ha già avuto modo di apprezzare, questa volta nelle vesti Claudia.

 

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Rike, cosa ti ha portato a dire sì a questa serie tv?

Dal progetto “Maltese”, mi sono sentita molto legata all’Italia e mi piace vivere e lavorare qui e questo ovviamente è stato un motivo per dire di sì!

Soprattutto la sceneggiatura sapientemente composta e dinamica e il ruolo mi hanno davvero attratta. Claudia è un personaggio molto forte, una donna con una personalità complessa.

Rike Schmid

Tu sei Claudia, una dottoressa tedesca che vive sotto copertura. Cosa le è successo? Perché vive “nascosta”?

Qualche anno prima, mentre era in servizio al pronto soccorso a Napoli, ha osservato un omicidio di mafia decidendo di testimoniare contro l’assassino, anche sapendo che avrebbe cambiando la sua vita così come l’ha sempre conosciuta.

Ecco perché Claudia viene inserita nel programma di protezione testimoni, insieme a sua figlia Anita, nel paesino isolato di montagna Vanoi, dove la storia di Blackout inizia. E dove la sua copertura sarà in pericolo.

 

Come la descriveresti?

Ammiro la forza e l’empatia di Claudia e il suo senso di giustizia ma la cosa che rende il personaggio cosi interessante è il suo lato fragile.

Lei ha vissuto un grande trauma, ha assistito a un omicidio. Cerca di vivere ancora “normalmente” soprattutto per sua figlia. Dentro di lei c’è un grande dolore e anche un senso di colpa nei confronti della figlia, che è “intrappolata” sotto copertura.

Claudia prova a scappare dal suo trauma e diventa dipendente dai tranquillanti, ma quando succede la catastrofe della valanga lei è costretta a guardarsi dentro. E ritrova se stessa in questa situazione estrema.

Fare questo viaggio con Claudia, soprattutto per come lei è in grado di ritrovare se stessa in questa situazione estrema, è stato un grande dono per me come attrice.

 

Rike Schmid

Qual è il suo rapporto con Giovanni Lo Bianco?

Tra Giovanni e Claudia c’è una forte attrazione, anche forse perché c’è un segreto oscuro tra loro. Le loro anime si sentono vicine, perché entrambi non possono vivere la vita che vogliono.

Non possono parlarsi davvero, soprattutto Giovanni non può mostrare il suo vero volto a Claudia. Questo genera una relazione molto delicata.

 

Rike Schmid

In gran parte della fiction, dividi la scena con Alessandro Preziosi. Com’è stato lavorare con lui?

Molto interessante. Alessandro non pensa solo al suo personaggio, ha sempre una visione totale dell’insieme e cerca la profondità di ogni scena. Una cosa che è anche molto importante per me: trovare la verità di un momento.

È così che abbiamo scoperto insieme l’essenza del rapporto fra Claudia e Giovanni. Un processo molto intenso e bello.

 

Questa serie tv ha come protagonista la montagna. Qual è il tuo rapporto con lei?

Sono una persona molto amante della natura, mi piace fare lunghe passeggiate nel silenzio. Tuttavia, prima di iniziare a girare, non ero stata in montagna così spesso. È stato meraviglioso essere lì più a lungo per le riprese.

Le montagne sono magiche. Il panorama cambia continuamente, le nuvole, la luce, i colori… crea un atmosfera perfetta per il nostro mistery – drama.

 

Rike Schmid

Quali sono gli ingredienti vincenti di “Black Out”?

Blackout è una storia con tanti livelli. E credo che questa molteplicità di livelli rende la nostra serie cosi dinamica. C’è azione, thriller, drammi personali, storie d’amore, non manca niente.

Perché i nostri personaggi non devono affrontare solo la calamità naturale, la catastrofe della valanga, in questa crisi devono anche confrontarsi con le loro vite, i loro limiti.

Ognuno di noi ha una macchia oscura sull’anima, un lato in ombra che teniamo nascosto. Quindi in questa situazione delicata le nostre maschere stanno cadendo, a poco a poco… questa crea una grande tensione.

 

Tu sei tedesca ma lavori molto spesso in Italia. Cosa rende simili il nostro Paese e la Germania?

Siamo tutti europei e trovo meraviglioso sentire questa connessione, uno scambio di culture in cui la nostra diversità ci rende forti. Mi considero molto fortunata di poter conoscere l’Italia attraverso il mio lavoro.

Mi immergo con le storie che muovono il paese e posso connettermi con le persone in un modo molto diverso rispetto a come farebbe un turista. Questo allarga il mio orizzonte immensamente.

 

I tuoi prossimi progetti?

Ora ho del lavoro da fare in Germania, ma spero di tornare molto presto.