LUCA RIBUOLI REGISTA di
LUCA RIBUOLI REGISTA di "Noi" su Rai1

LUCA RIBUOLI

REGISTA di “Noi” su Rai1: «Noi siamo il nostro passato e diventiamo “altro” solo quando con il nostro passato ci facciamo i conti»

LUCA RIBUOLI, regista di "Noi" su Rai1

Il padre, Pietro è un uomo diverso per quell’epoca: premuroso nei confronti della moglie e dei figli, mette da parte i suoi sogni per portare avanti quelli dell’intera famiglia.

La moglie Rebecca gli sta accanto con forza e determinazione, nel crescere i loro tre figli: Caterina, Claudio e Daniele. In queste settimane  stiamo vedendo in prima serata su Rai1 ogni domenica sera “Noi“, la serie tv in 6 serate con protagonisti Lino Guanciale e Aurora Ruffino.

Prodotta da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction, scritta da Sandro Petraglia, Flaminia Gressi, Michela Straniero e diretta da Luca Ribuoli, la nuova serie è il remake del popolare show statunitense “This is us“.

Si tratta del racconto di una famiglia attraverso più piani temporali: dagli inizi degli Anni 80 quando avviene l’incontro tra Pietro e Rebecca, al momento in cui diventano una famiglia, attraverso le varie fasi dalla crescita dei figli (metà Anni 90, primi anni 2000) fino ai giorni nostri, in cui i figli sono diventati adulti.

La serie tv trova un grande punto di forza nella colonna sonora, caratterizzata da alcuni capolavori della storia della musica italiana (per citarne alcuni: “Almeno tu nell’universo“, “Ancora, ancora, ancora“, “La stagione dell’amore“, “Napule è“) che scandiscono i momenti fondamentali della storia dei protagonisti ma anche dell’Italia.

La musica di “Noi” è inoltre impreziosita dal brano originale “Mille stelle“, scritto da Nada e Andrea Farri e cantato dalla stessa Nada.

Ne abbiamo parlato con il regista, Luca Ribuoli.

 

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Luca, com’è nata l’idea di “Noi”?

Tutto è partito da Cattleya e dal suo adattamento dalla fiction americana con Sandro Petraglia, poi sono arrivato io. Mi è stato proposto questo progetto televisivo ormai tre anni fa, prima dello scoppio della pandemia.

Ho ritenuto fosse un’occasione importante perché raccontava i rapporti familiari in modo diverso.

Tu avevi visto la serie tv americana? Cosa ti è piaciuto?

Quando ho visto per la prima volta “This is us”, ho pensato che fosse una serie tv meravigliosa perché tutte le emozioni mi arrivavano dirette, “qui e ora”. Era una fiction completamente diversa dalle altre: noi siamo il nostro passato e diventiamo “altro” solo quando con il nostro passato ci facciamo i conti.

Ogni personaggio compie uno sforzo non indifferente per sconfiggere il proprio demone. È una storia di coraggio, del coraggio di guardare in faccia le proprie verità e di misurarle con gli altri.

LUCA RIBUOLI REGISTA di "Noi" su Rai1

Tutto parte dal concetto di famiglia, siamo negli anni ottanta. Cosa significava quegli anni avere ed essere una famiglia?

Raccontiamo l’Italia attraverso la famiglia Peirò, dagli anni ‘80 ad oggi, con le loro urgenze e le loro necessità. Ma non è il solito racconto di ricostruzione storica, dove la narrazione è un pretesto per descrivere un mondo che si trasforma.

In “Noi” sono i personaggi nella loro intimità che ci portano dritti in quegli anni. Un racconto interiore, con un cast eccezionale, per una prima serata che vuole colpire al cuore.

Ci sono similitudini con i giorni nostri?

I desideri sono rimasti gli stessi; prima per una donna non poteva scegliere. Ora anche l’uomo ha accettato di avere al suo fianco una donna indipendente lavorativamente parlando.

Come descriveresti Pietro e Rebecca Peirò?

Sono una coppia che si ama moltissimo e, come tutti, devono combattere le vicissitudini della vita. Cercano di resistere, sostenendosi e trovando il modo di sfidare le incomprensioni. Il loro è un continuo avanti e indietro.

Cosa significa per la famiglia Peirò la parola Noi?

Portiamo sul piccolo schermo l’Italia di quel preciso periodo storico: noi siamo il nostro passato e solo così possiamo costruire un solido futuro. La famiglia Peirò siamo noi.

Perché scegliere nei ruoli di protagonisti indiscussi Lino Guanciale ed Aurora Ruffino?

Lino era l’attore giusto per Pietro perché avrebbe saputo portare in tv un personaggio umano e fragile; è un professionista vero ed ha subito accettato di mettersi in gioco non appena gli ho proposto il progetto.

Aurora ha vinto un provino: era la migliore, è un mix di emotività, bravura ed era la persona giusta per vestire i panni di una donna pronta a tutto con il cuore di madre.

Cosa ti piacerebbe arrivasse della fiction al grande pubblico?

Vorrei che la storia che portiamo in scena spaccasse il cuore: non si può fare a meno di tanta umanità.

I tuoi prossimi progetti?

Sto lavorando con Palomar ad una serie tv per Sky sugli agenti del cinema.

https://www.youtube.com/watch?v=tcT-PUBKbwg