Dal 20 dicembre stiamo vedendo su SkyA casa tutti bene, il primo grande progetto televisivo di Gabriele Muccino, dall’omonimo film del 2018 del regista, vincitore del David di Donatello. Prodotto da Sky e Marco Belardi per Lotus Production – società di Leone Film Group – , la serie tv è  un family drama in otto episodi girati da Gabriele Muccino scritta con Gabriele Niola, edita da UTET – e da lui scritti insieme a Barbara Petronio, Andrea Nobile, Gabriele Galli, Camilla Buizza. La famiglia è il porto sicuro dove crescere e nel quale trovare rifugio. Ma può facilmente trasformarsi nel principale ostacolo alla felicità individuale. Tra gli interpreti troviamo Francesco Martino, interprete già noto al grande pubblico. L’attore si forma tra l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma e l’Ivana Chubbuck Studio di Los Angeles. Debutta in teatro giovanissimo come protagonista per Luca Ronconi; lavora poi per Massimo Castri, Ricci/Forte, Andrea Adriatico, Fabiana Iacozzilli. Il battesimo in cinema è con Ferzan Ozpetek, ne “La finestra di fronte”. Seguono molti titoli, tra cui “Aria” di Valerio D’Annunzio e due collaborazioni con Peter Greenaway. Il primo progetto negli Stati Uniti è con Bryan Singer, nella serie internazionale “H+”. Nel Regno Unito partecipa a “Doctor Who”; in Danimarca è protagonista di “Between Here and Now”, di Jannik Splidsboel. Di recente distribuzione “Gli Anni Amari”, in cui torna a lavorare con Andrea Adriatico, e, per gli Stati Uniti, “Velvet”, in cui è un giovane Sergio Leone.

Francesco, innanzitutto per quali motivi dire sì a Gabriele Muccino?

Innanzitutto per il regista che ama follemente i suoi attori, cosa non così scontata in questo mestiere. La sceneggiatura era ben scritta, il reparto tecnico era ottimo e il cast era eccezionale. E’ stato un enorme piacere farne parte.

Cosa ha significato per te essere diretti da lui?

Un enorme privilegio. Ci ha sempre detto di abbandonare la testa e usare la pancia. E’ riuscito a mettere se stesso in ogni personaggio. Ci ha permesso di crescere ogni giorno di Set.

Tu sei Manuel. Come lo descriveresti?

E’ stato molto divertente interpretarlo, l’ho amato molto. E’ un vero seduttore, ottiene sempre quello che vuole, è irresistibile. Ama il rischio che di fatto è la sua droga, si trova molto spesso in situazioni al limite. Per vestire al meglio i suoi panni, ho lavorato all’ Antica Pesa a Trastevere; le comparse nel ristorante erano veri cuochi e camerieri.

Per lui la famiglia cosa rappresenta?

Non riesce ad avere una donna sola, è in costante confronto con la vita. Lui si confronta molto spesso con la famiglia dei Ristuccia e il loro ristorante.

E per te?

La farsa della famiglia perfetta non esiste. C’è un amore smisurato e fedele per la propria famiglia ma allo stesso tempo si deve trovare la propria strada per capire bene chi siamo.

Il suo rapporto con Luna?

Non è così semplice perché io nella serie tv sono un 40enne che si approccia a una 17enne. La storia viene raccontata con grande delicatezza e purezza; è una vera sbandata, stanno insieme da poco e non riescono a stare lontani.

Tu e la  recitazione: com’è nato questo legame? E’ amore?

Da piccolo ero molto timido e poco chiacchierone; su un palcoscenico invece mi sono sempre sentito a mio agio, è stato terapeutico. Facendo il mio lavoro, mi sentivo vivo e felice.  E’ il mio piccolo grande amore.

Non solo in Italia ma anche molto all’estero, cambia molto il modo di fare cinema?

Ci sono Set di ottima qualità ovunque, sia in Italia sia all’estero. Posso dirti che in America la competizione è estrema, vista l’industria cinematografica di enorme ricchezza. C’è un grandissimo rispetto per il lavoro dell’attore.

I tuoi prossimi progetti?

Ci sarà una seconda  stagione di “A casa tutti bene” e sto scrivendo come autore un film per il cinema.