Adrenalina e forti emozioni: sono questi gli “ingredienti” che tengono incollati così tanti telespettatori per “Cuori”, otto serate con Daniele Pecci, Matteo Martari e Pilar Fogliati per una contaminazione con il mélo e la regia di Riccardo Donna.

In prima serata sulla rete ammiraglia stiamo seguendo il racconto di un pioniere della cardiologia italiana e di una specialista che torna dall’America e deve lottare con gli stereotipi del maschile, la sfida della ricerca e soprattutto l’atmosfera fervida e trainante dell’Italia progredente degli anni Sessanta.

A produrre sono stati Rai Fiction ed Aurora Tv Banijay con Giannandrea Pecorelli. La fiction è stata realizzata in collaborazione con il Centro di Produzione Tv Rai di Torino, città in cui si sono quindi effettuate le riprese di tutti gli episodi.

La serie ha avuto anche il sostegno della Film Commission Torino Piemonte. La sceneggiatura è stata affidata a Fabrizio Cestaro (Elisa di Rivombrosa, I Cesaroni), Mauro Casiraghi (Solo per amore, Ris) e Simona Coppini (Tutti per Bruno). Con il regista Riccardo Donna abbiamo parlato proprio di questa sua ultima fatica, dei personaggi, delle tematiche e di quanto il cuore sia il motore di ogni cosa.

Riccardo, com’è nata l’idea di questa serie tv?

Onestamente l’idea c’era già. Ho solo trasformato quello che già esisteva. Ci siamo ispirati alla figura di Achille Mario Dogliotti, il professore che nel ’51 eseguì a Torino il primo intervento al mondo a cuore aperto.

Partiamo dal titolo. Quale significato ha in questa fiction?

Le persone di fatto sono cuori che pulsano. E’ un muscolo vitale ma è anche un contenitore di emozioni senza cui non ci sarebbe la vita.

E per te?

E’ fondamentale per il mio lavoro. Senza, non potrei raccontare le emozioni. Sono innamorato del mio mestiere e mai potrei farne a meno.

I tre personaggi sono Cesare Corvara, Alberto Ferraris e Delia Brunello. Come li descriveresti?

Cesare è l’uomo di prestigio, colui che viene rispettato da tutto l’ospedale; è un genio, colui che ha potere e che sa essere durissimo ma anche estremamente dolce. Alberto è il suo braccio destro, il suo pupillo, molto dedito al suo lavoro con una grande passione per la musica; ha sofferto molto, è un disperato ed è un uomo molto profondo. Delia  è una donna moderna che porterà scompiglio in ospedale; è tenace, geniale e ha molto orecchio

A impersonarli troviamo Daniele Pecci, Matteo Martari e Pilar Fogliati. Perché hai scelto loro?

Martari e Fogliati sono tra i giovani più formidabili e promettenti e Pecci rispecchia la miglior eleganza, bravura e autorità tipica di un uomo di mezza età.

Siamo a Torino negli anni sessanta. Che periodo storico è stato quello?

E’ un periodo di grande fermento: noi raccontiamo più quello borghese e meno quello popolare. E’ un tempo di rivoluzione culturale e ancora poca rivoluzione politica.

L’ospedale viene visto come luogo di dolore e di speranza, ma per i protagonisti?

E’ la sede principale, completamente ricostruita in oltre 3mila metri quadri. E’ il posto del dolore, della speranza ma anche della scienza. L’ospedale è un tempio per i protagonisti di questa storia.

Ricerca, progresso, superare gli stereotipi della società, l’amore, il donare gli organi: sono solo alcune dei temi affrontati. Sono stati fatti passi avanti  oggi rispetto ad allora?

Certamente. Ai tempi del primo trapianto, c’era un’alta probabilità di morire, oggi per fortuna non è più così. Senza la ricerca, i tentativi, i successi e le sconfitte non saremmo qui oggi. Ieri la chiesa era contraria a questi interventi, oggi non è più così.

L’emozione ci accompagna per tutta la durata della fiction: tu come la descriveresti?

Tutto. Mio figlio Mattia Donna ha curato le musiche e ha messo tutti quegli ingredienti per far emergere la disperazione sentimentale dei protagonisti.

Come vorresti giungesse al pubblico di questa tua ultima fatica?

Raccontiamo un mondo e un pezzo di vita, c’è chi l’ha conosciuto e chi no. Mi auguro che ci si ritrovi e che lo si conosca attraverso la nostra storia.

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Quando la musica, il cinema, il teatro e la televisione si uniscono al giornalismo dando vita a una passione costante per l'arte, lo spettacolo è inevitabile. Dopo aver collaborato con il quotidiano Infooggi (redazione siciliana) occupandosi di criminalità organizzata, ha aperto anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Ha collaborato con i quotidiani La Nostra Voce, Resto al Sud e con il mensile IN Magazine. Attualmente collabora con il Corriere Romagna che ha sede a Rimini, con il mensile PrimaFila Magazine che si occupa di cinema e libri, ed in ultimo ma non per importanza, con Showinair.news, l'attuale Testata Giornalistica, con articoli e interviste inedite a personaggi dello spettacolo del cinema, televisione, teatro, musica e articoli di cultura.