‘Tale e Quale Show’, il successo di Antonio Mezzancella: “E’ un programma televisivo completo”

Si è fatto conoscere al grande pubblico prima a “Tu Si Que Vales” e poi a “Tale e Quale Show”, il programma di successo condotto con entusiasmo da Carlo Conti che l’ha visto vincere sia nel 2018 sia nel torneo dei campioni l’anno successivo. Antonio Mezzancella torna nell’assai nota trasmissione Rai, che continua a riscuotere ampio seguito, e lo fa vestendo nuovi panni: si sveste dal titolo di “concorrente” e, dopo il trionfo ottenuto, diventa un coach a tutti gli effetti. Si tratta di un vero e proprio artista finito sotto i riflettori per il suo carisma veramente coinvolgente, la sua solarità e la sua grande dose di allegria, oltre che per la sua innata bravura. Lo abbiamo incontrato.

Antonio, partiamo proprio da Tale e Quale Show. Come lo definiresti?

“E’ un programma televisivo completo: ballo, canto, recitazione, intrattenimento e tanto divertimento. E’ costituito da una squadra di professionisti completa capitanata da Carlo Conti”.

Per due stagioni del programma ti abbiamo visto gareggiare come concorrente. Cos’ha significato per te oggi rivestire un altro ruolo?

“In realtà l’ho sempre fatto, ma diciamo che in questo show mai, perciò è stato il massimo. Non mi era mai successo di essere truccato e vestito esattamente come un personaggio che andavo ad interpretare. E’ stato la coronazione di un sogno, oltre che una grande prova attoriale”.

Il personaggio più amato e il più difficile che hai impersonato?

“Il più complesso è stato Justin Timberlake perché dovevo sia cantare sia ballare e i più amati sono stati Claudio Baglioni ed Eros Ramazzotti: il primo perché interpretavo un brano del mio vissuto e il secondo perché ho lavorato nei dettagli”.

La voce quanto è importante? Cosa rappresenta per te?

“E’ il 95 per cento del mio lavoro. Quando la perdo mi sento perso. Qualche tempo fa ha avuto una laringite e me la sono vista davvero brutta”.

Averti spinto a partecipare al programma, ormai tre anni fa, è stata la voglia di metterti in gioco e divertirti?

“Certamente, oltre che tanto amore e passione per questo mestiere. Inizialmente Carlo non mi ha scelto perché ero poco conosciuto, poi perché me la cavavo piuttosto bene e alla fine mi ha preso perché non potevo essere all’altezza delle aspettative e fortunatamente è andata bene”.

Ora sei tornato nelle vesti di coach. Che effetto fa?

“Ottimo direi. Durante la diretta sono a metà esatta tra i concorrenti che si esibiscono e il pubblico, non è proprio uno stare dietro le quinte. Non ho più l’ansia da prestazione ma mi godo lo spettacolo”.

Come Fiorello e Pintus, hai avviato la tua carriera lavorando nei villaggi turistici. C’è stato un momento che hai capito che la tua vita doveva avere una svolta?

“In realtà no, non ho mai creduto molto in me stesso. Ho fatto tanta gavetta ma ero consapevole che le persone erano affascinate dalle mie imitazioni. Ho deciso però di tornare in Umbria e ho scelto il posto fisso, lasciando la mia passione ai momenti non lavorativi. Quando mi sono accorto che i live aumentavano, ho poi optato per tuffarmi in questo magico mondo. Per ora sta andando bene”.

La creatività quanto è importante in questo mestiere?

“Molto. Molto spesso per imitare puoi limitarti a quello che è sotto gli occhi di tutti oppure puoi sbizzarrirti regalando sfumature di un personaggio che solitamente non sono note ma che sai che potrebbero far ridere. In radio imito per esempio Mario Giordano che va a Sanremo”.

Sei molto spesso nello studio del programma di Carlo Conti, ma nel fine settimana torna la radio. Come cambia la comunicazione rispetto alla tv?

“La radio è molto più veloce e immediata ma sta assumendo caratteristiche sempre più vicine alle tv”.

Cosa speri per il futuro?

“I progetti sono diversi, dalle serate ai live, ma mi piacerebbe passare alla conduzione”.