Diego Mancini è un cardiochirurgo irreprensibile che, pur di salvare il figlio, commette un atto impensabile, con la conseguenza di ritrovarsi ricattato e minacciato dalla malavita. Una minaccia che si estenderà non solo alla sua carriera ma anche alla sua stessa vita e a quella della sua famiglia. Questo racconta “Fino all’ultimo battito”, la fiction che ci terrà incollati al piccolo schermo per sei serate su Rai 1. Diretta da Cinzia TH Torrini, ha nel cast, oltre a Marco Bocci, Violante Placido, Bianca Guaccero, Fortunato Cerlino e Loretta Goggi, anche Alessia Giuliani, attrice molto impegnata sul palcoscenico ma molto carismatica anche in televisione.  Noi l’abbiamo intervistata per questa sua ultima fatica.

Alessia, cosa ti ha spinto ad accettare questa nuova sfida?

“Posso dirti che il lavoro chiama sempre, soprattutto dopo il periodo buio che abbiamo vissuto. Ho fatto un provino, ho conosciuto la regista e, non appena presa, ho iniziato a lavorare a questo bel progetto. La storia è stata scritta molto bene e il cast era ottimo”.

Questa volta vesti i panni del magistrato Pansini. Come ti sei preparata per impersonarlo?

“Ho letto molto a riguardo. Il mio personaggio è una donna in un mondo molto maschile, questo significa superare le ostilità e i pregiudizi. Ci vogliono resilienza, autocontrollo e forza di volontà. Molto spesso la vita privata passa in secondo piano”.

Cosa ci puoi raccontare di lei?

“Non è madre. Può solo immaginare quello che prova Diego Mancini. E’ molto concentrata sul lavoro. Dopo anni dalla cattura del boss, non vuole di certo portarlo ai domiciliari; su questo è molto intransigente. Fatica a sposare l’idea che Mancini possa essere un corrotto ma qualcosa nel corso della storia cambierà”.

Secondo te, ai giorni nostri, essere un magistrato e per di più donna è complicato?

“Certo. Deve rendere conto ai suoi superiori e combattere contro un mondo di uomini. E’ incorruttibile e sta dentro alle regole”.

Tra le varie tematiche, sicuramente la lotta alla criminalità organizzata. Perché dire no alla mafie?

“Se si inizia un dialogo con loro poi non sene esce più. E’ un vortice senza fine. Crea dolore, morte ed infelicità. E’ una tortura sociale”.

Per te cosa significa scegliere?

“Ora prediligo la qualità alla quantità, per una maggiore definizione del mio percorso artistico. Inizialmente accettavo molto di più accettando anche partecipazioni fugaci”.

Quanto può essere netto il confine tra il bene e il male?

“Uno implica l’altro, non sono disgiunti. Diego è prima un eroe e poi un antieroe, facendo una cattiva scelta, anche se per il bene della sua famiglia”.

Cosa ti augureresti arrivasse al grande pubblico di questa serie tv?

“Ognuno deve assumersi le responsabilità delle proprie azioni. Solo noi possiamo esercitare la nostra felicità”.

I tuoi prossimi progetti?

“Sono al cinema con Tre Piani di Nanni Moretti, poi usciranno: 3/21 di Soldini, Il Filo Invisibile di Marco Puccioni, Io e Spotty di Cosimo Gomez, Bangla di Bhuiyam e Più forti del destino di Sweet”.

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Quando la musica, il cinema, il teatro e la televisione si uniscono al giornalismo dando vita a una passione costante per l'arte, lo spettacolo è inevitabile. Dopo aver collaborato con il quotidiano Infooggi (redazione siciliana) occupandosi di criminalità organizzata, ha aperto anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Ha collaborato con i quotidiani La Nostra Voce, Resto al Sud e con il mensile IN Magazine. Attualmente collabora con il Corriere Romagna che ha sede a Rimini, con il mensile PrimaFila Magazine che si occupa di cinema e libri, ed in ultimo ma non per importanza, con Showinair.news, l'attuale Testata Giornalistica, con articoli e interviste inedite a personaggi dello spettacolo del cinema, televisione, teatro, musica e articoli di cultura.