Dal 23 settembre, Francesca Valtorta è tornata su Rai1 in ‘Fino all’ultimo battito’, la nuova fiction scritta da Cinzia TH Torrini che la vede recitare di nuovo con Marco Bocci. Quella che ci viene raccontata è una storia emozionante costruita intorno alla figura di un cardiochirurgo che, per salvare la vita di suo figlio, si avvicinerà a un punto di non ritorno. La domanda cui cerchiamo di rispondere è semplice: fino a che punto un genitore si può spingere per proteggere la propria creatura a discapito degli altri? Questo è soltanto uno degli interrogativi che il pubblico durante la visione del film: a questo e non solo cercheremo di rispondere con la bella e brava attrice.

Francesca, partiamo dall’inizio. Perché accettare questo progetto?

“Posso dirti che adoro Cinzia TH Torrini, la regista, la seguo da sempre. E’ una delle poche registe donne di successo. La storia è stata scritta benissimo – è stato molto bravo Andrea Valagussa – ed è molto appassionante. Quella che state vedendo su Rai 1 non è una storia appartenente a un genere ben preciso perché sono presenti il medical, il dramma, la mafia e l’amore di un padre per il proprio figlio”.

Cristina Basile è il tuo personaggio. Cosa ci puoi raccontare di lei?

“La scelta di Diego ricadrà anche su di lei. E’ dedita al suo lavoro, è fidanzata, è una ragazza in gamba e una fidata collaboratrice del primario. Porta il suo lato umano anche in sala operatoria”.

Sin dalla prima puntata abbiamo visto che è molto legata al primario Diego Mancini, su cosa si fonda la loro amicizia?

“La loro è un’amicizia seria e pulita, basata sulla stima reciproca. E’ stata la sua allieva”.

Questa fiction affronta tematiche molto delicate, prima fra tutti qual è, per i protagonisti di questa storia, la differenza tra il bene e il male?

“E’ difficile schierarsi da una parte o dall’altra. Non si può giudicare. Diego è sia un eroe sia un antieroe: per la vita di suo figlio ne mette a rischio un’altra”.

Quanto, per te, un padre può proteggere il proprio figlio?

“Se mi fossi trovata al suo posto forse avrei agito esattamente uguale, ma al lato pratico non so se ne avrei avuto il coraggio”.

Altro tema è quello di scendere a compromessi con la mafia. Perché dovremmo sempre dire no secondo te?

“Se si viene a patti con la criminalità organizzata non se ne esce più. Si è come risucchiati da un vortice senza via d’uscita. E’ necessario dire no per la dignità umana, propria e degli altri”.

I tuoi prossimi progetti?

“Mi vedrete in un nuovo progetto di Canale 5 dal titolo ‘Più forti del destino'”.