Per la prima volta sullo schermo la vita di una leggenda del Cinema, musa di Visconti, Hitchcock, Bertolucci, Welles, Pasolini e milioni di spettatori: Alida Valli. “Alida” di Mimmo Verdesca – al cinema dal 17 maggio -, presentato in anteprima mondiale alla 15a edizione della Festa del Cinema di Roma e candidato ai Nastri d’Argento 2021 come miglior documentario sul cinema, è dedicato alla vita della grande attrice italiana Alida Valli che il 31 maggio 2021 compirà 100 anni e sarà distribuito nelle sale da Istituto Luce Cinecittà. E’ stata una delle attrici più celebri e amate del cinema e del teatro del ‘900. Una vera leggenda. Ha lavorato in tutto il mondo con registi del calibro di Visconti, Hitchcock, Welles, Antonioni, Pasolini, Bertolucci, Argento, Vadim, Chabrol e tanti altri, in una luminosa carriera lunga 70 anni. Mimmo Verdesca, regista vincitore di due Nastri d’Argento per i suoi precedenti documentari sul cinema, “In arte Lilia Silvi” e “Sciuscià 70“, racconta per la prima volta la straordinaria vita di Alida Valli, attraverso le parole inedite delle sue lettere e dei suoi diari, che rivivono grazie alla voce di Giovanna Mezzogiorno, con tanto materiale d’archivio pubblico e privato mai visto prima. Impreziosiscono il racconto le esclusive testimonianze di Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Charlotte Rampling, Vanessa Redgrave, Dario Argento, Piero Tosi, Marco Tullio Giordana, Thierry Frémaux, Felice Laudadio, Margarethe von Trotta, Pierpaolo e Larry De Mejo e di altri illustri protagonisti del cinema e del teatro italiano e internazionale. Ne abbiamo parlato con il regista.

Mimmo, com’è nata l’idea di girare questo documentario?

“Ho sentito la curiosità e la necessità di raccontare la storia di una delle più grandi e celebri attrici del cinema italiano, come nessuno aveva mai fatto, attraverso le parole dei suoi scritti privati, lettere e diari, che, per la prima volta, prendono vita, diventando l’“io narrante” del film. Un racconto quindi nuovo, intrigante e unico, in cui i pensieri di Alida sono protagonisti, per narrare una vita straordinaria, divisa tra grandi gioie ed enormi dolori, fatta di scelte difficili e contrastanti, ma sempre sincere e in nome dell’amore, la cui ricerca ha condizionato e formato il carattere di Alida, prima come donna e poi come attrice, in un percorso artistico, che è stato solo il riflesso di una personalità misteriosa e affascinante, spesso volutamente impenetrabile. Ho voluto raccontare la donna dietro il personaggio per tirarne fuori l’essenza, (da qui la scelta di usare solo il suo nome “Alida” come titolo del film), dopo avere avuto il privilegio di essere il primo regista a confrontarsi con l’immenso archivio personale di Alida Valli e aver scoperto e compreso la profondità della sua anima, grazie all’incontro con la sua famiglia, suo nipote Pierpaolo De Mejo, sua nuora Maria Laura e il suo secondo figlio Larry. Questo vasto, inedito e prezioso patrimonio personale, composto da lettere e diari privati, ora può rivivere ed essere condiviso anche dalle nuove generazioni, permettendo loro, attraverso il mio film, di scoprire una delle attrici più importanti e rappresentative del nostro paese, del nostro cinema, della nostra storia”.

Chi era Alida Valli prima di diventare la star che tutti conosciamo?

“Era una giovane e bellissima ragazza, nata a Pola, in Istria, il 31 maggio 1921 (siamo in pieno centenario), con il sogno fin da bambina di diventare attrice”.

Il suo grande successo quando è arrivato?

“Appena dopo il suo arrivo a Roma nel 1935, per frequentare il corso propedeutico del Centro Sperimentale di Cinematografia, che era appena nato. Non fu ammessa alla scuola ma fu scelta dal regista Mario Bonnard per interpretare la giovane protagonista del film “Il feroce Saladino”. Era il 1937 e da lì a poco sarebbe esplosa con il film “Mille lire al mese”, diventando l’attrice più amata e popolare del “Cinema dei telefoni bianchi” e la “fidanzata” che tutti i giovani italiani dell’epoca avrebbero voluto sposare”.

Una volta raggiunto, cos’è cambiato in lei e nella sua vita?

“Nulla. Non amava l’etichetta di Diva, fuggiva davanti a tutto ciò che era mondanità e preferiva gli affetti veri e la vita semplice e ritirata. Così ha fatto per tutta la vita”.

Pregi e difetti di questa nostra attrice italiana?

“Come tutti, posso solo celebrarla e ammirarla, anche se Alida non amava le celebrazioni e perciò ho realizzato un film che non la celebra ma la racconta in maniera sincera, con profondo affetto e rispetto”.

A prestarle la voce è Giovanna Mezzogiorno. Perché scegliere proprio lei?

“Giovanna Mezzogiorno è una delle nostre migliori attrici. Con la Valli condivide, oltre che il talento e la bellezza, anche un certo rigore e una certa fierezza d’animo. La sua voce intensa e decisa, a tratti malinconica, interpreta perfettamente tutte le sfumature emotive delle lettere e dei diari privati di Alida. Giovanna è stata l’unica interprete a cui ho pensato. Lei immediatamente ha abbracciato il progetto con generosità e affetto. E’ una donna straordinaria di grande sensibilità. Abbiamo lavorato benissimo insieme e non smetterò mai di ringraziarla”.

Presenti nel doc ci saranno importanti contributi. Ci puoi anticipare qualcosa?

“Certo, ci sono le testimonianze di chi l’ha conosciuta e amata. Dai sui famigliari agli amici più stretti, fino ai grandi artisti che hanno lavorato con lei, come Bernardo Bertolucci, Vanessa Redgrave, Roberto Benigni, Charlotte Rampling, Marco Tullio Giordana, Margarethe von Trotta, Thierry Frémaux, Dario Argento, Piero Tosi, Felice Laudadio, Maurizio Ponzi e tanti altri. Inoltre c’è tanto materiale di repertorio, mai mostrato prima. Le foto private e pubbliche, gli home movies a colori in 8mm, le immagini provenienti da archivi importanti, quali Istituto Luce, Rai Teche, Ina, Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, e poi le scene dei suoi film più memorabili, da “Piccolo Mondo Antico” a “The Paradine Case” di Hitchcock, da “The Third Man” al fianco di Orson Wells a Senso di Luchino Visconti, fino a Strategia del Ragno e Novecento di Bernardo Bertolucci e tantissimi altri, in una carriera internazionale durata 70 anni, vissuta intensamente tra cinema e teatro”.

Cosa speri possa arrivare a coloro che guarderanno il documentario?

“Vorrei che il mio film permettesse di riscoprire un’ attrice unica, straordinaria e indimenticabile e soprattutto restasse l’esempio di una donna forte, indipendente, moderna. Fedele ai suoi valori e alle persone che amava. “Speciale”, come la definisce suo figlio Larry nel mio film. Insomma, una grande donna, semplicemente perbene.  Sono davvero orgoglioso che il mio film, prodotto da Venicefilm, Kublai Film con Istituto Luce Cinecittà e Rai Cinema, dopo la selezione al Festival di Cannes – Cannes Cassics 2020, la presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2020, dove è stato accolto con sei minuti di applausi, e la candidatura ai Nastri d’Argento 2021 come “miglior documentario sul cinema”,  stia viaggiando nel mondo in numerosi festival, raccogliendo premi e consensi. Auguri immensa Alida Valli per i tuoi primi 100 anni”.

 

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Quando la musica, il cinema, il teatro e la televisione si uniscono al giornalismo dando vita a una passione costante per l'arte, lo spettacolo è inevitabile. Dopo aver collaborato con il quotidiano Infooggi (redazione siciliana) occupandosi di criminalità organizzata, ha aperto anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Ha collaborato con i quotidiani La Nostra Voce, Resto al Sud e con il mensile IN Magazine. Attualmente collabora con il Corriere Romagna che ha sede a Rimini, con il mensile PrimaFila Magazine che si occupa di cinema e libri, ed in ultimo ma non per importanza, con Showinair.news, l'attuale Testata Giornalistica, con articoli e interviste inedite a personaggi dello spettacolo del cinema, televisione, teatro, musica e articoli di cultura.