E’ stata la moglie di Pierfrancesco Favino in “Padrenostro”, la sorella di Kim Rossi Stuart in “Cosa sarà” e l’ex di Marco Giallini in “Io sono Babbo Natale”. Ha trentotto anni e un diploma all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” che affianca alla laurea in Scienze storiche e archeologiche e una carriera avviata nel teatro: lei è Barbara Ronchi, l’attrice italiana del momento che ha saputo ricoprire i ruoli più diversi dando prova di grande intensità. In queste settimane è disponibile su Sky con “Padre Nostro” di Claudio Noce e “Cosa Sarà” di Francesco Bruni, su piattaforma. Partendo da questi suoi due successi, abbiamo parlato con lei del difficile periodo che stiamo vivendo, del suo percorso, del profondo significato di essere attrice e non solo.

Barbara, partiamo proprio dal “Padre Nostro” e “Cosa Sarà”, due film che hanno riscosso un ottimo successo di pubblico e critica. Te lo aspettavi?

“Posso dirti che sono due film a cui tenevo moltissimo. Già dalla sceneggiatura, si intuiva quello che sarebbero poi diventati, ovvero due lungometraggi che avrebbero lasciato il segno. Sì me lo aspettavo. Per quanto riguarda “Padre Nostro” emergeva il punto di vista di un bambino, oltre che il rapporto con il padre in anni non così semplici per il nostro Paese. Per  “Cosa Sarà”, il regista ha saputo raccontare la sua storia  con la delicatezza e la commozione che gli si addicono, oltre che con l’ironia”.

Parlando dei tuoi partner lavorativi, da una parte c’è Favino e dall’altra hai lavorato con Kim Rossi Stuart. Com’è  stato recitare con loro sul set?

“Quando lavori con così grandi attori non puoi che alzare l’asticella della tua carriera perché parliamo di gradi professionisti. Tutti sentivamo una forte responsabilità per le storie che andavamo a raccontare, storie di persone realmente esistite”.

Sei Gina Le Rose per Claudio Noce e Fiorella per Francesco Bruni: cosa accomuna queste due donne e cosa invece le differenzia?

“In comune probabilmente hanno la mia faccia e il corpo, per il resto sono profondamente diverse. La prima ha una famiglia a cui fare riferimento, la sua famiglia di cui è responsabile. E’ perfettamente consapevole del passi che deve fare. La seconda è invece completamente sola, non ha responsabilità e sente di non essere importante per nessuno, anche se successivamente capirà che non è proprio così”.

Entrambe sono comunque  molto forti, nel senso che sono riuscite a superare il dolore. Come ti sei preparata nell’affrontare queste sfide?

“Gina era la mamma di Claudio, motivo per cui mi sono totalmente imbevuta dei suoi ricordi e dei suoi racconti. Ho tentato di ricostruirla il più possibile dandole il mio tocco. E’ una donna la cui femminilità è innegabile. E’ luce. Fiorella è chiusa in se stessa, non vuole essere vista, né ammirata, indossa infatti gli stessi vestiti”.

Ti diplomi all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, per poi frequentare il teatro con tre mentori come Carlo Cecchi, Valerio Binasco e Fausto Paravidino. Perché hai deciso di intraprendere questa carriera?

“Tutto è iniziato per caso. Dopo l’Accademia, ero sempre in teatro fino al momento in cui la casting di “Fai bei sogni” mi ha vista e mi ha proposto di fare il giorno seguente il provino per il film di Marco Bellocchio. Da lì ho continuato a fare il cinema e posso dire che la cosa mi ha aiutato molto avendo anche un bimbo piccolo. Sono certa però che tornerò sul palcoscenico non appena possibile”.

Cosa vuol dire per te essere attrice?

“Avere la possibilità di vivere le vite degli altri, anche molto lontane dalla propria, e capirne anche le scelte in aspetti che altrimenti non sarebbero stati compresi così in profondità”.

“Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia”, affermava Vittorio Gassman. E’ così anche per te?

Assolutamente sì. Quando vesti i panni di  un altro, quel personaggio ti cambia, non riesci a staccarti completamente da lui: non sai più fino a dove sei tu e quando inizi ad essere l’altro. Penso infatti che tra un film e l’altro ci debba essere un  periodo di fermo per riafferrare te stessa”.

Come riesci a raggiungere una sorta di equilibrio tra te stessa e i tuoi personaggi?

“Prima di entrare in un personaggio c’è una lunga preparazione. Pensa che gioco molto dentro le mie mura domestiche con vestiti e parrucche per prendere confidenza con chi sarò e per capire cosa possa piacere allo spettatore”.

Sono mesi difficili quelli che stiamo vivendo. Tu dinanzi a tutto quello che sta accadendo, pandemia inclusa, come ti stai rapportando?

“Sono fortunata perché continuo a lavorare, nonostante tutto, a differenza di molti altri. Ho sempre paura che questo virus possa colpire chi mi è più caro. Sono però speranzosa, credo nel vaccino. Mi preoccupa chi è e rimarrà senza lavoro. Ritengo che la classe politica debba darci qualche spiegazione: perché litiga, fregandosene di noi cittadini?

#andràtuttobene?

“Non so sinceramente come andrà. Tutto prima o poi finirà e ricominceremo a vivere, ma quando? Molti aspetti della nostra vita cambieranno e molti di noi cambieranno, ma come ne usciremo? Dobbiamo avere speranza, ci resta solo quella”.

I tuoi prossimi progetti?

“Tre film. “Sulle nuvole” di Tommaso Paradiso, “Mondocane” di Alessandro Celli con Alessandro Borghi e “Settembre” di Giulia Steigerwalt”.

 

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Quando la musica, il cinema, il teatro e la televisione si uniscono al giornalismo dando vita a una passione costante per l'arte, lo spettacolo è inevitabile. Dopo aver collaborato con il quotidiano Infooggi (redazione siciliana) occupandosi di criminalità organizzata, ha aperto anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Ha collaborato con i quotidiani La Nostra Voce, Resto al Sud e con il mensile IN Magazine. Attualmente collabora con il Corriere Romagna che ha sede a Rimini, con il mensile PrimaFila Magazine che si occupa di cinema e libri, ed in ultimo ma non per importanza, con Showinair.news, l'attuale Testata Giornalistica, con articoli e interviste inedite a personaggi dello spettacolo del cinema, televisione, teatro, musica e articoli di cultura.